Venerdì 13 febbraio alle ore 18:30, presso il museo I Magli di Sarezzo, verrà inaugurata la mostra d'arte Lungo la via del ferro...dialoghi tra materie, con sculture di Enzo Bertuzzi e la pittura materica di Giovanni Steduto.
Sàra possibile visitare la mostra nei giorni sabato 14, domenica 15, sabato 21 e lunedì 23 febbraio negli orari:
- Sabato e domenica dalle ore 15:00 alle 19:00
- Lunedì 23 febbraio dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 15:00 alle 19:00
La mostra è a entrata libera.
Sinossi
L’indagine artistica di Enzo Bertuzzi e Giovanni Steduto si fonda sul dialogo tra forma e superficie, dove la materia rappresenta il nucleo essenziale dell’atto creativo.
Enzo Bertuzzi recupera residui industriali, scarti di materiali, sottraendoli all’estrema dissoluzione, al disfacimento della loro esistenza. Li eleva a una dimensione sacrale, trasformandoli in opera d’arte. Nel silenzio delle cose, egli percepisce l’essenza profonda della materia che lo rende un costruttore d’armonie: trasforma, plasma, sublima gli elementi in autentici “oggetti poetici”. Le sue opere riecheggiano di tracciati concettuali dell’esistenzialismo, evocano sentieri dell’arte povera, scavano nelle emozioni — altrui e proprie — in un percorso artistico che, talvolta, cura le ferite della quotidianità, altre volte racconta la storia, soccorre e lenisce le lacerazioni dell’essere. Tutto ciò grazie a una prodigiosa capacità creativa che si nutre di valori essenziali, dando sostanza poetica alle vibrazioni dei materiali. Le figure sottili ed esili ci portano a riflettere sulla precarietà della figura umana in cerca di un suo equilibrio. Potremmo dire che Bertuzzi fa proprio il pensiero di Alberto Giacometti per il quale “il segreto dell’esistenza deriva dalla fusione quasi impossibile di opposti, di fragilità, resistenza e incessante energia”.
Giovanni Steduto riflette sul rapporto tra materia e tensione cromatica. Le sue opere sono caratterizzate da una forza visiva intensa, dove il colore diventa veicolo vitale e vibrante. Materia e colore si fondono, dando forma a immagini che esprimono possibilità ancora inesplorate: realtà illuminate sia dall’esterno che dall’interno. Le sue creazioni si lasciano abitare dalla luce, ne esaltano la potenza, aprendo spazi immaginifici alla contemplazione. Affida alle sue opere una tavolozza dominata da azzurri e cobalto ma anche da esplosioni di rossi, arancio e gialli. È come immergersi in un gorgo, travolti da una vertigine: i rossi bruciano l’anima, gli azzurri spalancano un universo palpitante, i gialli regalano energia. È un soprassalto di memorie che riaffiorano, sogni che si svelano. Sono i luoghi dell’anima, che vivono nella relazione con l’opera. Una potenza arcana, rivelazione astratta del saper vedere. Steduto riassume nelle sue opere il meraviglioso dono della pittura quando si fa arte e si trasfigura in altissima poesia. Nelle sue opere troviamo slanci verticali, un susseguirsi di stratificazioni cromatiche, di ritmi lineari e circolari che mettono a fuoco dettagli di una spazialità più complessa. Si tratta di macchine spaziali dotate di una dinamica percettiva stringente, una giustapposizione di piani cromatici dove le variazioni del colore emergano, attraverso luci giocate in profondità, provenienti da spazi interni, quasi segreti.
Valentina Pedrali
La mostra è patrocinata da Comunità Montana di Valle Trompia e dal Comune di Sarezzo.