Dal 22 al 29 maggio, tutti i giorni dalle ore 17:00 alle 19:00, è possibile visitare a Palazzo Avogadro l'esposizione delle opere dell'artista bresciano Gi Morandini.
Gi Morandini nasce a Bienno in Valle Camonica nel 1951.
Compie gli studi in ambito scientifico (Facoltà di Medicina-Chirurgia), in pittura e scultura è autodidatta: ha frequentato atelier di artisti amici.
Inizia nel 1976 la sua ricerca sui temi legati alla figurazione, con particolare attenzione al fatto segnico, ricerca che denomina “NEOSEMPLICITA”, con riferimento alle tematiche ecologiste dei filosofi neosemplici anglosassoni. Prosegue nel 1985 con ricerche nell’ambito dell’astrazione materica e della scrittura, inserendo l’arte nella vita di tutti i giorni. Nel 1989 inizia ad interessarsi di scultura (soprattutto in bronzo) intervenendo sulla materia con azioni che mettono in evidenza astrazioni su temi sia figurativi che astratti in modo tale che ogni opera sia pezzo unico. Nel 1990 amplia ulteriormente la sua ricerca esplorando l’area concettuale (già prima presente nel suo lavoro in modo subliminale). In questo ambito elucubra nel 2005 una novità assoluta trasformando il suo lavoro di burocrate in un’azione d’arte itinerante (“BUROCRAZIANEOSEMPLICE”). Ritiene la contaminazione tra i generi fondamentale per una ricerca veramente innovativa (si veda Gerhard Richter). Dal 2015 reinterpreta alcuni aspetti dell’immagine delle ditte commerciali (logo, fotografie, date importanti, nomi dei titolari ecc…) trasformandole in opere d’arte.
CINQUANTANNINEOSEMPLICI - opere di Gi Morandini
“La cosa migliore nella vita è andare avanti con tutti i tuoi piani e i tuoi sogni, vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa. E perché la vita è davvero troppo breve per essere insignificante”.
(Charlie Chaplin)
La visione delle opere di Gi Morandini suggerisce un'idea della vita che parrebbe ispirata da questa frase di Chaplin: vivere con passione, con un desiderio di realizzare i piccoli-grandi sogni dell'esitere...Morandini non incontra l'Arte: la porta dentro da sempre. Quest'anno sono 50 anni che realizza i suoi progetti artistici con una caparbietà ed una sistematicità assolute. Da buon camuno è un resiliente nato, le delusioni tipiche dell'ambiente artistico non l'hanno mai piegato, ma solo rafforzato: persino il suo ultimo impegno lavorativo (la stesura delle sue memorie artistiche) è il frutto di una delusione... Sin dagli inizi la sua poetica artistica si è basata sulla ricerca e la sperimentazione diretta. Le tematiche affrontate da questo poliedrico artista sono le più varie: ecologiche, sociali, a volte persino politiche...tutto viene analizzato e reinterpretato avendo come primo obiettivo la ricerca della perfezione e della qualità. Morandini ama misurarsi con la materia: inizia come disegnatore e pittore usando medium semplicissimi (per alcuni anni usa persino le vernici industriali...). Dopo una decina d'anni di attività scopre il materiale che ama maggiormente: l'acrilico. Da oltre 30 anni usa i colori industriali per la loro praticità e per le infinite possibilità di utilizzo soprattutto nelle opere di medie dimensioni...anche se Morandini privilegia da sempre i piccoli formati (small is always beautiful). Da oltre 30 anni si misura anche con la tridimensione soprattutto con la creta poi trasformata in fusioni bronzee che rifinisce personalmente per raggiungere quella perfezione di linee che un autore non può e non deve delegare a semplici esecutori... per bravi che siano...
Le opere di Gi Morandini nascono nei luoghi più disparati: a volte su una spiaggia, in pieno sole, a volte nei lunghi momenti di calma delle serate invernali... Come per tanti altri artisti non ci sono momenti preordinati, basta un niente e tutto scompare, bisogna saper cogliere l'attimo per avere un "possesso per sempre", bisogna essere antichi e ad un tempo sempre nuovi e soprattutto non mollare mai perché la vita si vive all'attacco ed allora Morandini si trasforma in un guerrigliero dell'arte, persino nell'abbigliamento si nota un'esistenza priva di tempi morti in cui arte e vita si intrecciano indissolubilmente; tempo fa un amico giornalista l'ha descritto icasticamente "sempre vestito come un lagunare in missione"... Ovviamente Gi Morandini vive una guerriglia assolutamente pacifica, interiorizzata, è un continuo volersi cimentare con i materiali più differenti: la matita e l'acrilico, l'acquerello e il pongo, la creta e il bronzo...tutto viene trafitto dalle sapienti mani di questo artista nato in una famiglia di artigiani del ferro amanti della perfezione...
Morandini non smentisce la leggendaria tenacia e la dura personalità di ogni camuno che si rispetti; grandissimo lavoratore e poliedrico artista ha superato da tempo la soglia delle 70 primavere...una data fatidica per ogni persona!!!
Le sue frequentazioni culturali abbracciano tutta l'arte contemporanea. Nell'ente pubblico in cui ha lavorato per 35 anni Gi Morandini si è misurato persino con le altalenanti realtà della burocrazia e, invece di lasciarsi sopraffare, ha avuto il coraggio di trasformarla in una operazione estetica: BUROCRAZIANEOSEMPLICE (una novità assoluta in ambito concettuale segnalata dal Comitato Scientifico Mondadori e pubblicata nel CAM del 2006).
In tempi di "Villaggio Globale" (e tenendo ben presente l'operato del Grande Maestro Gerhard Richter) la ricerca artistica esplora ormai le lande più variegate dell'esistere consentendo all'operatore d'immagine di non essere subito necessariamente riconoscibile (cosa che interessa più al mercato che all'Arte...): per fare questo però bisogna possedere una solida e vasta cultura unita ad una personalità forte e ben definita che permetta di caratterizzare in modo deciso il tema trattato. E qui mi permetto di azzardare un'interpretazione perché forse l'assenza di una formazione accademica (che è stata nei primi anni un grosso ostacolo) ha in seguito favorito la varietà espressiva di questo artista. Morandini ha tuttavia un'altra peculiarità: ogni opera, una volta portata a compimento, solitamente diventa una specie di icona immutabile negli anni...Ma anche in questo Morandini si sente libero dato che, a volte, ha chirurgicamente scisso e ricomposto opere differenti per ottenere un'opera nuovissima...insomma le regole ci sono per poterle a volte superare e cambiare: con buona pace dei critici!!!
Per Gi Morandini vale sempre la frase di Walt Whitman: "A volte mi contraddico? E vabbé mi contraddico... Io sono vasto... contengo moltitudini...".
Matteo Dini-Firenze 2026