La torre civica di Sarezzo

Data di pubblicazione:
26 Gennaio 2022
La torre civica di Sarezzo

La torre civica che domina la piazza Cesare Battisti è il simbolo del nostro paese. Infatti fu costruita con i soldi di tutta la comunità e originariamente era indipendente dalla chiesa, alla quale in seguito fu inglobata e ne divenne il campanile.

Era il simbolo del Comune e dei suoi uomini, che in quel secolo avevano raggiunto una certa agiatezza economica.

Nel 1582, il vescovo Giovanni Dolfin, nella sua visita pastorale compiuta a Sarezzo, aveva osservato come l’antica parrocchiale non fosse sufficiente per i 1.300 abitanti del Comune. D’altra parte una chiesa e una torre adeguata alle esigenze di una vasta comunità civile e religiosa quale era quella di Sarezzo dovevano essere nei desideri dei responsabili del Comune e degli abitanti tutti.

Perciò prima della chiesa fu deciso di erigere la torre campanaria nell’angolo nord-est del cimitero parrocchiale dove si trovava il sepolcro degli Avogadro risalente al 1337, di cui troviamo ancora oggi traccia nel vecchio ingresso della chiesa, quello da via Dossena.

II contratto tra il Comune di Sarezzo e i costruttori, che prevedeva di “fabbricar la Torre di altezza brassa 70 a lire 100 planete al di sopra della terra al brasso”, fu stipulato il 6 agosto 1583. La posa della prima pietra avvenne il 12 settembre 1583 con “una festosa e solenne cerimonia che vide la partecipazione del popolo che accompagnava in processione il Rettore della parrocchia, Antonio Tirri, mentre suonavano le campane del vecchio e angusto campanile”.

La torre, alta “70 brassa”, corrispondenti a 33,25 metri, fu ultimata nel 1585 e venne a costare complessivamente 7.000 lire planete.
Una lapide collocata sulla parete ad est della torre reca questa scritta: “La Comunità di Sarezzo ha edificato la torre con suo denaro in onore di Dio Onnipotente e della Beata Vergine e dei Santi Faustino e Giovita e a vantaggio di detta comunità. Nell’anno della Natività del Signore 1585”.

Sulla parete era stato anche stato posizionato un orologio con la meridiana e lo stemma del Comune di Sarezzo nel più antico esemplare che si conosca con intorno la scritta “Castelanie Comunis Saretii, Vallis Trompie”. Un aneddoto curioso che riguarda lo stemma è che probabilmente fu cancellato dai Francesi dopo il crollo della Repubblica Veneta e perciò ora il castello e il gufo posto sulla torre centrale si intravedono solamente.

Appena sopra lo stemma troviamo una composizione in altorilievo ricavata su due lastre di marmo sulla quale sono scolpite le figure dei Santi Faustino e Giovita vestiti da guerrieri, che reggono in una mano la palma del martirio e nell’altra rispettivamente una bandiera ed una spada sguainata.

Sulla torre vennero anche collocate le 3 campane che in precedenza si trovavano sul piccolo campanile dell'antica chiesa parrocchiale, che fu demolita nella prima metà del '600 per far posto ad una chiesa più grande, orientata come quella attuale.

Le campane scandivano sia la vita religiosa che civile del paese: c'era infatti lo scampanio festoso che accompagnava una solenne cerimonia religiosa o quello lugubre che annunciava un evento triste, ma all'epoca le campane, se suonate a martello, avvertivano gli abitanti di un pericolo imminente.

Ultimo aggiornamento

Giovedi 18 Agosto 2022