Biblioteca Comunale del Bailo




Consigli di Lettura - Per Adulti

Valentina Olivastri, PROHIBITA IMAGO, Mondadori, 2009
PASSIONI RINASCIMENTALI, THRILLER PER COLLEZIONISTI

La "prohibita imago" del titolo è quella che venne stampata in Roma nel 1524 dall'incisore Marcantonio Raimondi. "I Modi": così li aveva chiamati l'autore, che si era ispirato alle sedici raffigurazioni che Giulio Romano aveva preparato su commissione di Federico II, per decorare Palazzo Te, a Mantova. Sedici posizioni erotiche per altrettanti "modi" di fare l'amore, affidando la scena a personaggi della mitologia e della letteratura... Papa Clemente VII, venuto a conoscenza che l'intera Curia andava a caccia di quelle immagini, volle porre fine allo scandalo: fece imprigionare l'incisore e mandò al rogo lastre e stampe. Ma non riuscì a cancellare ogni traccia di quel "kamasutra" rinascimentale: l'artista sfuggì alla cattura e negli anni successivi apparvero alcune copie, che furono poi rielaborate da Camillo Procaccini e Agostino Carracci. E Pietro l'Aretino, da par suo, dedicò a quelle immagini altrettanti sonetti. Oggi delle incisioni originali si conoscono solo due esemplari della "Posizione uno" e qualche frammento conservato al British Museum.
Provate ad immaginare cosa accadrebbe se un collezionista o un trafficante d'arte pensasse di poter mettere mano su alcuna di quelle illustrazioni... Valentina Olivastri ci ha provato e ne ha cavato un thriller di grande fascino. La Olivastri ha tutti gli strumenti per muoversi a suo agio nella storia. Nata ad Arezzo e cresciuta a Cortona, ha studiato a Firenze, in Germania ed in Inghilterra, dove ha conseguito un dottorato in Studi rinascimentali. Vive a Oxford, lavora alla Bodleian Library e scrive per il "Guardian". Insomma, ha un curriculum che fa da solida base alle pagine di questo singolare giallo. Offre al lettore una serie di enigmi che intrecciano musica, cucina, arte, letteratura e segreti del collezionismo. Senza tacere che per una "pezzo" unico, gli appassionati sono disposti a sborsare cifre folli. E persino a commettere delitti.
La storia si snoda nell'immaginaria cittadina toscana di Bardiano... Qui arriva ogni anno Helena Fenton, studiosa d'arte che insegna ad Oxford ed è legata alla Toscana dalla lunga frequentazione estiva nella casa del nonno. E qui, da qualche anno, scende anche Gabriel Palmer, eccentrico signore appassionato di storia della gastronomia. Ma mister Palmer ha un passato da nascondere ed un presente da mascherare, ed è sulle tracce di quanto potrebbe restare de "I Modi", che a Bardiano sarebbero finiti, nascosti da un allievo e amico di Romano, il pittore Lorenzo Piazza. Un dubbio: se Bardiano è facilmente riconoscibile in Cortona, l'immaginario Piazza si potrebbe identificare in Luca Signorelli, gloria non solo locale? Ma tanto vale: il racconto prende solo spunto dalla storia, poi si dipana in forma assolutamente fantasiosa. Palmer viene ucciso, ma prima è riuscito a chiamare a Bardiano il figlio Dan, che negli Stati Uniti fa il gallerista ed un tempo era stato amante della Fenton. Sulla morte di Palmer indagano il capitano dei carabineri, La Rosa, ma anche Helena Fenton e Dan, inseguendo, ciascuno a modo suo, una serie di enigmatici indizi. Una sorta di caccia al tesoro porterà l'ufficiale dell'Arma a Londra e la storica dell'arte a Urbino. Ma la soluzione sta a Bardiano, nelle segrete stanze dei suoi palazzi.Divertente, intelligente e ben architettato, questo romanzo riecheggia altri thriller d'ispirazione storica - da "Il Club Dumas" di Arturo Pérez Reverte al "Circolo Dante" di Matthew Pearl, al "Codice da Vinci" di Dan Brown, per citarne alcuni - ma la Olivastri dà al libro una sua originale impronta nell'ambientazione, nello svolgimento e nei personaggi. E ciò giustifica il successo che sta incontrando.

Claudio Baroni - Giornale di Brescia - Sabato, 22 agosto 2009


Carlo Ruiz Zafon, MARINA, Mondadori, 2009

Più intimo de L'ombra del vento, più intenso e misterioso de Il gioco dell'angelo. Carlos Ruiz Zafón dà finalmente alle stampe il primo dei quattro romanzi della serie dedicata alla città catalana, scritto prima di raggiungere il grande successo internazionale.
Un lungo racconto, carico di suggestioni e di pathos, sul filo del ricordo "di quello che non è mai accaduto". Una settimana avvolta nell'ombra, in cui Oscar Drai, un giovane studente di Barcellona, scompare dal collegio in cui studia e si perde alla conquista di una donna destinata a cambiare la sua vita. Lei, Marina, lunghi capelli color del fieno, luminosa come un quadro di Sorolla, è figlia di Germán Blau, un pittore che si è preso cura di lei dopo la morte prematura di sua madre. I due accoglieranno il giovane e insicuro Oscar nella loro stravagante famiglia e lo trasporteranno al centro di un mistero che avvolge la città da molti anni. Anche questa volta, così come era accaduto ne Il gioco dell'angelo, è una foto ingiallita a condurre Oscar e Marina sulle tracce di un personaggio tanto affascinante quanto oscuro. Si tratta di Michael Kolvenik, un uomo dal passato misterioso, finito nella Spagna franchista dopo essere fuggito dal regime nazista.
Nella loro ricerca, intensa e disperata, carica di colpi di scena e popolata da personaggi stravaganti, Oscar e Marina porteranno alla luce la storia struggente di una famiglia d'altri tempi. Scopriranno che i corpi di Kolvenik e di sua moglie Eva vennero trovati carbonizzati la notte del 31 dicembre 1948, all'interno della torre in cui l'uomo viveva rintanato a causa di una malattia sconosciuta. Il giorno dopo l'ispettore Florian avrebbe dovuto procedere a un'irruzione in casa della facoltosa coppia e trarla in arresto con l'accusa di frode fiscale. In realtà, nonostante le effettive incongruenze nei bilanci della Velo-Granell, la fabbrica di protesi ortopediche dei Kolvenik, la ragione dell'arresto era di ben altra natura: il torbido passato dell'imprenditore non poteva essere tollerato dal regime di Franco. La morte dei due coniugi innesca però un'inaspettata spirale di violenza, che coinvolge prima gli uomini della polizia che si stanno occupando del caso e poi, ad uno ad uno, tutti i consiglieri d'amministrazione della Velo-Granell.
In una Barcellona gotica, così come abbiamo imparato a conoscerla e ad amarla, ci perdiamo ancora una volta inseguendo umide viuzze che s'inerpicano tra case diroccate e sfociano in piazze sbilenche. Gli antri di una città perduta, abbattuta e ricostruita dalla promessa della libertà e dalla conquista della democrazia, riemergono dalle pagine di un nuovo memorabile romanzo. Il grande rogo che distrusse il Gran Teatro Real, quello che ricoprì di cenere Barcellona, chiude la scena e il mistero, accende le tenebre che hanno avvolto la città, illumina di una nuova luce un autore che conferma tutto il suo talento, ma che riesce ancora a sorprenderci con un'intimità commovente e inaspettata.

Internetbookshop 2009-08-14